Di Carlo Panizza, tratto da “Corriere di Novara”

Anche se è una città ricca di storia, di arte e di tradizioni Borgomanero, al contrario di Orta San Giulio non ha mai avuto una vocazione turistica ma, dalla notte dei tempi è sempre stata riconosciuta come un centro commerciale di straordinaria importanza. Nonostante questo Borgomanero, almeno in due circostanze, è stata scelta come set cinematografico per la ripresa di altrettanti film per la televisione, entrambi ambientati anche a Orta. La prima di queste occasioni si presentò nella primavera del 1967 con “I bei denti del sciur Dino”, episodio tratto da “I racconti del maresciallo” di Mario Soldati che sul Lago d’Orta era di casa. Agli ordini del regista Mario Landi c’era un cast d’eccezione. A cominciare dal protagonista, il maresciallo dei Carabinieri Gigi Arnaudi, impersonato da Turi Ferro, grande attore di cinema e teatro di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita (era nato a Catania il 10 gennaio 1921). Nella sua veste di Comandante della Stazione di Legro di Orta il maresciallo Arnaudi smascherò Helga (impersonata da Karin Feddeersen che oggi ha 80 anni e vive a Stoccarda) un’avvenente bellezza teutonica poco più che ventenne, segretaria di un famoso giornalista in pensione, Dino Pasquè (Nino Besozzi) che di lei si era invaghito. Con la complicità del fidanzato Franz (Rudiger Wall) la bella Helga cercò di uccidere il suo datore di lavoro con l’arsenico diluito nel dentifricio. L’episodio, ancora oggi visibile sul canale YouTube andò in onda la sera del 19 gennaio 1968 sul secondo programma della Rai. Nel cast anche un giovane Ugo Pagliai (Brigadiere Lentini) e Tuccio Musumeci (Appuntato Bastiano). Molto belle le riprese effettuate tra Orta, in particolar modo quelle nel centro storico e nella frazione di Legro ma anche quelle a Borgomanero all’interno delle “Poste centrali” di viale don Minzoni e sul piazzale della stazione delle corriere (ex Icom) con sullo sfondo le bancarelle del mercato settimanale. C’è chi in città ricorda di aver incrociato durante una pausa delle riprese proprio Turi Ferro intento a passeggiare lungo i corsi prima di raggiungere una trattoria del centro per degustare il piatto tipico locale, il tapulone di cui sino ad allora aveva sentito solo parlare. L’altro film girato nel 2001 in parte tra Borgomanero e Orta e trasmesso su Rai 1 il 2 giugno 2002 aveva per titolo “Un difetto di famiglia”: diretto da Alberto Simone con le musiche di Ennio Morricone ebbe come interpreti principali Nino Manfredi e Lino Banfi. E’ la storia di due fratelli, Nicola e Francesco Gammarota da tempo divisi a causa dell’omosessualità del secondo, costretti a seguito del decesso dell’anziana mamma a compiere assieme un viaggio da nord a sud della penisola per dare una degna sepoltura alla defunta, viaggio che sarà anche l’occasione per tentare una riconciliazione dopo anni di dissidi e incomprensioni. Il film si apre con le riprese fatte al Cimitero di Borgomanero, dove, uno degli ex custodi del camposanto fu testimone di una curiosa scenetta. Due anziane signore borgomaneresi, del tutto ignare della presenza di una troupe televisiva si avvicinarono a Nino Manfredi, che ovviamente non avevano riconosciuto, per fargli le condoglianze. Il grande attore romano stette al gioco e per non mettere in imbarazzo le sue attempate interlocutrici, con lo sguardo contrito di chi ha appena perso un congiunto, ringraziò sentitamente.

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